FABIO ZONIN DAL FITNESS ALL'HARD STYLE: "MAKE THE WORLD A STRONGER PLACE"

 

Di seguito l'intervista a Fabio Zonin, una figura importante nel mondo del fitness, che ci spiegherà, attraverso la sua esperienza, l'efficacia dei metodi di allenamento della Strongfirst e non solo.

BUONGIORNO FABIO ZONIN,

PER CHI NON TI CONOSCE, POTRESTI DIRCI CHI SEI E QUAL E’ ATTUALMENTE IL TUO RUOLO NEL PANORAMA DELL’ALLENAMENTO?


Buongiorno a tutti! Negli anni ‘80 sono stato un atleta di Powerlifting e negli anni ’90 di Natural Bodybuilding. Ho gestito palestre e allenato atleti di Natural Bodybuilding e altre discipline, sia a livello nazionale che internazionale, per oltre un ventennio. Per quasi vent’anni sono stato docente ai corsi di formazione per istruttori di Bodybuilding & Fitness e Personal Trainer per la Federazione Italiana Fitness. Nel corso degli anni ho collaborato con diverse aziende del settore, dalle produttrici di attrezzi da palestra, a ditte di integratori e società di sviluppo di software gestionali. Ora sono un docente Master per la scuola StrongFirst di Pavel Tsatsouline, per la quale insegno ai corsi di certificazione per istruttori di Kettlebell, Barbell e Bodyweight Training in Italia e all’estero. Sono anche il responsabile di StrongFirst per l’Italia e l’Europa occidentale. Infine, sono National Instructor e National Director per l’Italia di GFM (Ground Force Method), una scuola ungherese, legata a FMS (Functional Movement Systems), che promuove corsi di certificazione per istruttori nel campo del bodyweight training (Mobilità, Stabilità, Forza, Coordinamento).

 

DA QUALE “MONDO” DEL FITNESS ARRIVI E PERCHE’ HAI MODIFICATO IL TUO APPROCCIO PROFESSIONALE?


A un certo punto della mia vita, dopo anni di allenamento in perfetto stile da bodybuilder, mi sono reso conto di come avere “solamente” l’aspetto della persona forte, non mi bastasse più. Avevo bisogno di nuovi stimoli. Mi piaceva l’idea di diventare veramente forte, molto più di quanto il mio aspetto fisico potesse lasciar immaginare. E oltre ad essere forte, volevo essere veloce, coordinato, flessibile e resistente; insomma riuscire a fare cose che molte persone forti non riescono a fare. Un giorno, dopo aver combattuto la mia consueta e dolorosa battaglia mattutina con i calzini – dovevo sdraiarmi supino sul letto e, tenendo un calzino a due mani per l’imboccatura, dovevo lanciarlo in avanti, raccogliendo al tempo stesso la coscia verso il petto, nel disperato tentativo di infilarci la punta del piede al volo – ho iniziato a pormi alcune domande. Mi sono chiesto quale fosse l’utilità di avere un aspetto muscoloso e imponente, se poi non ero in grado di compiere i normali gesti motori che qualunque bambino esegue senza alcuna difficoltà. Insomma, avere tanta carne attorno alle ossa avrebbe dovuto rendermi in grado di compiere dei gesti fuori dal comune, e non limitarmi nelle più semplici attività quotidiane. Certo, dopo tanti anni di allenamento con i pesi, e nonostante le quattro ernie al disco, una frattura in D12, una spalla e una caviglia semi-distrutte, la mia forza muscolare era ancora notevole, ma il mio intero corpo era rigido come un blocco di cemento. Se qualcuno mi chiamava da dietro, ero costretto a ruotare il corpo di 180° per voltarmi, a causa dell’incapacità di torcere il collo oltre i 15°. Riuscivo a eseguire uno Squat con un’accosciata decente solo con carichi superiori ai 100 Kg, poiché a corpo libero non arrivavo a “rompere la parallela”. Una scarpa slacciata era un dramma, tanto che avevo preso l’abitudine di infilare e sfilare le scarpe allacciate, e avevo seri problemi a distendere completamente le braccia sopra la testa.

Un bel giorno, sfogliando un numero di Olympian’s News, m’imbattei in un articolo di Mario Civalleri che parlava di Kettlebell, e mi sono subito interessato all’argomento. Di lì a poco mi arrivò a casa un pacco contenente un regalo da parte dell’amico Alex Pellacani, il libro “The Russian Kettlebell Challenge” di Pavel Tsatsouline, in lingua inglese. Dopo aver letteralmente divorato quel libro, ho iniziato a leggere tutti i libri e gli articoli che trovavo inerenti al Kettlebell. A distanza di poco più di un anno, ho saputo di un workshop che Pavel avrebbe tenuto a Figline (FI), nella palestra di Olympian’s, e mi sono fiondato lì, per sentire cos’avesse da dire questo fantomatico trainer russo. Mi aspettavo il solito corsetto, dove il relatore blatera di fronte alle sue diapositive di powerpoint e illustra qualche esercizio. Durante quel weekend invece Pavel ci ha fatto capire il significato della sua tipica esclamazione: “Enjoy the pain!”- “Godete il dolore!”. Da quel momento in poi l’interesse si è trasformato in pura passione al punto che, a distanza di pochi mesi, mi sono ritrovato in una caserma di Budapest, a partecipare al corso di certificazione RKC. Da quel momento in poi ho completamente rivisto il mio modo di vedere l’allenamento con i sovraccarichi e il mio concetto di “essere in forma”. Da allora ho proseguito il mio percorso conseguendo le certificazioni RKC Level 2, CK-FMS, CrossFit Level 1, CrossFit Olympic, CrossFit Gymnastic, Primal Move (ora GFM) Level 1, Level 2 e Velocity, Original Strength, e ho partecipato a innumerevoli workshop e seminari, sia in Italia che all’estero. E intendo continuare, non si finisce mai di imparare! Nel 2012 Pavel ha lasciato RKC per fondare la sua nuova scuola, StrongFirst. Ho avuto l’onore di essere chiamato a seguirlo, insieme ai più illustri membri di quella che era la leadership di RKC. Ora sono fiero di essere un Master Instructor StrongFirst e di poter dare il mio contributo alla diffusione del messaggio della scuola: Make the World a Stronger Place! (Rendi il mondo un posto più forte!)

 

LA FILOSOFIA DELLA TUA “SCUOLA”, LA STRONGFIRST, E’: KETTLEBELL, CORPO LIBERO E BILANCIERE PER AUMENTARE FORZA E MASSA. MA PERCHE’ DOVREMMO ALLENARCI COSI’? CHE DIFFERENZE CI SONO CON IL NORMALE ALLENAMENTO FITNESS FATTO DI MACCHINE ISOTONICHE ED ESERCIZI PER OGNI MUSCOLO?


L’obiettivo principale del nostro sistema è l’incremento della forza, che per noi è la base per lo sviluppo di tutte le altre qualità fisiche. La scienza e l'esperienza ci hanno insegnato che ogni atleta, anche in sport di estrema endurance, che non ha costruito una solida base di forza, non riuscirà a raggiungere il proprio potenziale massimo. Di conseguenza l’allenamento della forza dev'essere la priorità per un atleta sano. Solo una volta che sarà diventato sufficientemente forte, sarà il momento di dedicarsi allo sviluppo delle altre qualità. Noi vediamo la forza come un contenitore che può essere riempito e completato con tutte le altre qualità; più questo contenitore è capiente, più è in grado di contenere endurance, abilità sportiva, ipertrofia (aumento del muscolo), perdita di grasso, ecc… Gli esercizi che includiamo nei nostri programmi di allenamento non si concentrano su una singola articolazione o un singolo distretto muscolare, ma sono tutti “Full Body Lifts”, dove l’intero corpo partecipa in qualche modo al sollevamento del sovraccarico, che si tratti di un kettlebell, un bilanciere o del peso del corpo. Il segreto sta nell’acquisire quelle abilità che permettono di generare tensione in tutto il corpo, all’unisono. Nel nostro sistema, puntiamo molto anche sul dualismo fra tensione e rilassamento. La tensione è sinonimo di forza, ma comporta anche lentezza e affaticamento. Il rilassamento consente di esprimere elevate velocità e di protrarre lo sforzo a lungo, ma non consente di generare forza. Un grande atleta è in grado di passare in un istante da una fase di totale rilassamento a una di massima tensione, e viceversa. Noi sviluppiamo quest’abilità soprattutto grazie agli esercizi balistici con i kettlebell (esercizi che sfruttano i movimenti esplosivi del corpo per generare elevati gradi di forza o meglio di energia cinetica utilizzata per spostare un carico nello spazio. Attraverso una spinta iniziale sviluppata tramite la contrazione rapida, forte e sincrona del maggior numero di gruppi muscolari possibile, si esercita una spinta su un attrezzo dopo la quale lo stesso continuerà il suo moto per inerzia – ndr), eseguiti nel nostro stile, definito Hard Style.  

Perché abbiamo scelto Kettlebell, Bilancieri e Bodyweight, e non altri attrezzi? Il nostro approccio all’allenamento è molto minimalista: il nostro obiettivo è ottenere il massimo risultato con il minimo costo, per cui non andiamo alla ricerca di modalità di allenamento e attrezzi sofisticati. Abbiamo selezionato il numero minimo di attrezzi che a nostro avviso sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi. Nessuno potrà mettere in dubbio che Kettlebell, Bilancieri e Corpo Libero siano più che sufficienti per allenarsi in modo completo e ottimale. Ognuno dei tre “attrezzi” copre le lacune degli altri due. Il bilanciere è l’ideale per sviluppare la forza e consente di gestire molto bene il sovraccarico. Infatti la quantità di Kg caricabili su un bilanciere è praticamente illimitata ed è possibile gestire gli incrementi di carico anche di Kg in Kg. Un bilanciere però non consente l’esecuzione di esercizi balistici. Anche il kettlebell è estremamente valido per allenare la forza e consente inoltre l’esecuzione degli esercizi balistici. Proprio grazie a tali esercizi, alla “forza virtuale” generata da un kettlebell quando subisce un’accelerazione, è possibile ottenere risultati impressionanti in termini di forza, anche con kettlebell relativamente leggeri. La possibilità di gestire il sovraccarico con un kettlebell è invece più limitata rispetto al bilanciere, poiché gli incrementi di peso fra le taglie sono generalmente di 4 Kg, che potrebbero sembrare pochi, ma considerate che, per esempio, fra un Kettlebel da 12 Kg e uno da 16 Kg l’incremento di carico in percentuale è ben del 33%. L’allenamento a Corpo Libero si distingue perché “l’attrezzo” utilizzato è sempre disponibile, 24h al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Di contro la gestione del sovraccarico non è così semplice; il peso del corpo è quello, e rimane tale (sempre che non si ingrassi o dimagrisca). È perciò necessario sapere come impiegare adeguatamente le leve del proprio corpo al fine di gestire lo sforzo, ed esistono innumerevoli progressioni per ogni esercizio a corpo libero che consentono di fare ciò. Ecco dunque perché la scelta di Kettlebell, Bilancieri e Bodyweight: grazie a queste tre modalità di allenamento infatti è possibile coprire tutte le esigenze di un atleta.

 

PER UN NEOFITA CHE SI AVVICINA ALL’ALLENAMENTO CON I KETTLEBELL E RICERCA DEI MIGLIORAMENTI ESTETICI E DI FORZA, IN QUANTO TEMPO RISCONTRERA’ QUESTI MIGLIORAMENTI?


Dipende. Ci sono molti fattori che possono influenzare il tempo necessario per ottenere risultati oggettivi misurabili, quali ad esempio la storia sportiva del soggetto, che influenza molto i tempi di apprendimento delle gestualità corrette, l’età, il sesso, il grado di eventuale sovrappeso, infortuni precedenti, doti genetiche e, non da meno, l’impegno con cui si applica all’apprendimento della disciplina. In generale, un soggetto sedentario registra miglioramenti quasi immediati, che si presentano non appena questi avrà acquisito un’abilità tecnica sufficiente a sostenere un programma di allenamento. E questo può richiedere alcune settimane di pratica. Un atleta avanzato, che ha già chiesto e ottenuto molto dal suo corpo, probabilmente richiederà tempistiche maggiori, anche se solitamente nel giro di qualche settimana si possono registrare già risultati sorprendenti. Noi lo chiamiamo il “What The Hell !?! Effect” del kettlebell training. La domanda mi porta ad aprire anche un’altra parentesi su quella che è una peculiarità della nostra scuola: noi vediamo l’allenamento come una forma di “pratica” piuttosto che di “workout”. Mettiamo la sicurezza dell’atleta davanti a tutto, per cui riteniamo che sia necessario acquisire innanzitutto una tecnica di esecuzione perfetta. “Strength is a Skill” – “La Forza è un’Abilità”. E solo una pratica perfetta conduce a una grande abilità e, di conseguenza, a una grande forza. Praticare un gesto alla perfezione, piuttosto che massacrarsi di serie e ripetizioni condotte all’esaurimento e comprometterne la qualità, è una strategia che paga, sia in termini di prestazione che di longevità dell’atleta.

 

SAPPIAMO CHE SEI STATO SPESSO ALL’ESTERO, IN PARTICOLARE CHE DIFFERENZE HAI TROVATO NEI METODI E NELLE STRUTTURE D’ALLENAMENTO IN U.S.A. RISPETTO AL NOSTRO BEL PAESE?


Qualche mese fa mi è stata posta la medesima domanda durante la mia intervista per il blog del sito http://oldschooltraining.net/, per cui non posso fare altro che riproporre la medesima risposta. 

“Tutto il mondo è paese!”. Non ho trovato differenze così abissali fra la nostra realtà e quella internazionale. La maggior parte della gente, anche oltreoceano, si allena secondo le classiche metodologie del fitness, le stesse che ritroviamo anche qui nelle palestre commerciali. A dire il vero, soprattutto nelle palestre americane appartenenti alle grosse catene di fitness, la qualità è ben più scarsa che da noi (lo so, sto distruggendo un mito!). Nella maggior parte di esse, infatti, la sottoscrizione di un abbonamento conferisce il solo diritto all’utilizzo delle attrezzature, e non include la consulenza di un istruttore. Non ci sono però solo le palestre commerciali! Esistono anche quelle realtà di nicchia, quei centri locali, gestiti da seri coach e veri atleti, dove il ferro regna sovrano. Sono quei luoghi che magari si è fortunati se hanno un surrogato di spogliatoio ricavato da un ripostiglio, e che hanno visto l’aspirapolvere forse una volta, il giorno prima dell’inaugurazione, ma dove si predica realmente il verbo del ferro e della ghisa. Zero apparenza, tutto contenuto! Ecco, se prendiamo come punto di riferimento questi centri, allora possiamo parlare di metodologie, e andare ad analizzare le differenze rispetto alle nostre. In generale, soprattutto in USA, la tendenza è di semplificare tutto fino all’osso, mentre da noi, e nell’Europa dell’est, si tende a rendere tutto molto complicato e macchinoso. L’approccio USA è molto minimalista, e così lo è la stragrande maggioranza dei loro programmi:
“Get the biggest bang for your Buck” – Ottieni il massimo “botto” dal tuo Dollaro.
“If it’s important, do it everyday. If it’s not, don’t do it at all!” – Se è importante, fallo ogni giorno. Se non lo è, non farlo affatto!
In generale in USA non si perde troppo tempo a chiedersi perché una strategia allenante funziona: ci si limita a prenderne atto e utilizzarla. I loro programmi di allenamento sono perciò veramente semplici e lineari, e spesso anche molto efficaci (almeno per atleti da “zero” a livello intermedio). Noi europei siamo invece alla continua ricerca dei perché, dobbiamo trovare una spiegazione scientifica a tutto e i nostri siti web così come i forum sono pieni di atleti che si sono dimenticati di essere atleti e si comportano più da ricercatori. Non sto assolutamente dicendo che gli americani sono meglio di noi! Molti programmi europei (in particolare quelli provenienti dall’Europa dell’est), seppur molto più complessi rispetto a quelli americani, sono incredibilmente efficaci, soprattutto per gli atleti avanzati. Personalmente credo che gli americani abbiano molto da imparare da noi europei, ma anche viceversa: “Get The Best Of Both Worlds!” (Ottieni il meglio da entrambi i mondi - che è anche il titolo di una Canzione dei Van Halen – Nota di un vecchio rockettaro).

 

QUALI SARANNO I TUOI PROSSIMI IMPEGNI E IL PROGETTO PIU IMPORTANTE PER IL 2015 APPENA INIZIATO?


Il 2015 sarà per me un anno molto impegnativo e ricco di progetti. Innanzitutto darò il mio massimo per rafforzare la presenza di StrongFirst sul territorio nazionale ed europeo e porterò avanti le certificazioni programmate in Italia nei prossimi mesi: SFL (barbell), SFG Level 1 e 2 (kettlebell) e SFB (bodyweight). È nelle mie intenzioni consolidare sempre più la collaborazione con la scuola Tacfit e con il suo leader europeo, Alberto Gallazzi, con il quale si è instaurato un solido rapporto di collaborazione, amicizia e stima. Intendo anche proseguire le iniziative congiunte con AIF, che culmineranno con l’organizzazione del 3° Convegno Nazionale Della Forza del prossimo autunno. A fine aprile mi recherò in Brasile, dove avrò l’onore di introdurre per la prima volta il sistema StrongFirst, grazie a due seminari che terrò a San Paolo e a Porto Alegre. Infine, conto di portare in Italia per giugno il fondatore e presidente di StrongFirst, Pavel Tsatsouline, per un seminario (inedito in Europa) sulla programmazione dell’allenamento della forza. Anche in questo caso, tanta roba!


RINGRAZIAMO FABIO ZONIN PER IL TEMPO SPESO A RISPONDERE ALLE NOSTRE DOMANDE E IN BOCCA AL LUPO PER I SUOI PROGETTI FUTURI!

 

*bibliografia disponibile su richiesta all'Autore

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